Malattia, rabbia e paura sono strettamente collegati!

Oggi voglio affrontare questo tema così vasto ed allo stesso tempo così unico ed interconnesso: sono esattamente rabbia e paura gli schemi di pensiero primari che innescano la malattia in generale.

Quante volte ti arrabbi, magari scatti per un non nulla e quando ti fermi a riflettere un pochino, comprendi che non ti sei arrabbiata per i tuoi figli che fanno i capricci o per il ritardo di tuo marito o perchè c’è traffico ed arrivi in ritardo al lavoro, o… .

Ti puoi domandare:

Ma da dove arriva questa rabbia? è forse un’emozione negativa che mi porto appresso da tempo, da anni, da quando ero piccina?
– Cosa mi fa scatenare cosa? chi mi fa scatenare questa rabbia?

La rabbia spesso si camuffa travestendosi da impazienza, irritazione, frustrazione, giudizio, risentimento, gelosia, amarezza.

  • Dove si annidano queste emozioni nel tuo corpo?
  • Come le percepisci?
  • Cosa ti vogliono mostrare?
  • Sei impaziente per chi o per cosa, di ben più antico rispetto a ciò che stai aspettando ora, che forse è tua figlia all’uscita dalla palestra?
  • Sei irritata per chi o per cosa, di ben di più rispetto ai calzini buttati lì da qualcuno dei tuoi familiari?
  • Sei frustrata in quale ambito della tua vita, questa frustrazione è portata dalla situazione che stai vivendo oppure arriva dal tuo vissuto?
  • Sei nel giudizio, rispetto a chi o a che cosa, quanto giudichi, quanto critichi te stessa, i tuoi familiari, la vita che conduci, i tuoi colleghi…
  • Senti risentimento, rispetto a chi? quale ricordo antico ti fa stare nel risentimento ora?
  • Sei gelosa, di chi e per cosa? lo eri la piccina? in quale contesto?
  • Senti amarezza verso chi o verso te stessa? 

La rabbia avvelena il corpo, tutte queste emozioni represse e sfogate a singhiozzi verso te stessa o verso altri durante la tua quotidianità, fa altro che alimentare il “veleno” che circola attraverso il tuo corpo.

Solitamente da studi fatti quando si prova rabbia e suoi derivati i dolori fisici partono dal basso  per dirigersi verso l’alto: prova dunque ad essere più presente a te stessa e a monitorare come il tuo corpo reagisce all’innescarsi della rabbia e scrivimi se ti fa piacere.

La paura:

Quante volte invece senti paura, dove la senti questa paura, che significato puoi dare ad essa?

Ti puoi domandare:

  • Ho paura di chi e per cosa?
  • In quale momento specificatamente sento paura?
  • Cosa mi scatena paura?

La paura si camuffa come la rabbia e spesso si avvertono: tensione, ansia, nervosismo, preoccupazione, dubbio, insicurezza, il non sentire di meritare.

  •  Sei tesa per cosa ed in quale momento?
  • Ti senti in ansia per cosa, per i tuoi familiari? per aspettative di svariato genere che non soddisfi mai?
  • Ti senti nervosa in quale modo?
  • Ti senti preoccupata per cosa?
  • Ti senti assalire da forti dubbi, per chi?
  • Ti senti insicura, in quale circostanza?
  • Ti senti fortemente di non sentir di meritare? ma cosa? e come interpreti tu il senso del meritare?

La paura come la rabbia avvelenano il corpo ed allora si avvertono dolori fisici che principalmente partono dall’alto per poi scendere verso il basso.

Prova ad essere presente a te stessa e notare come i sintomi che il tuo corpo ti mostra durante una qualsiasi giornata si presentano, da dove partono, dove si annidano.

Un ottimo esercizio è stare in ascolto, prendersi un momento tutto per se, procurarsi il silenzio esteriore ed interiore ed ascoltare, ascoltare quel flusso che ti appartiene e che il corpo ti mostra.
I sintomi ti assicuro che, se tu prendi contatto con essi, essi svaniranno: vogliono solo essere visti, sentiti ed ascoltati, come probabilmente volevi esattamente tu quand’eri adolescente o ancora prima:) .

Grazie per un commento, sarò ben lieta di condividere con te.

A presto, Un sorriso
Lucia