Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori. È bene che una volta ogni tanto si brucino le dita.

Mahatma Gandhi

Lasciamo “liberi” i nostri figli di pensare, di parlare, di sbagliare mentre giocano, di sbagliare i compiti, di barbottare con i propri compagni/e, di sorridere anche se in quel momento non è il caso, di piangere anche per un ingenuo capriccio: ma se non lo fanno loro !!?

Siamo stati castrati nelle nostre emozioni da ragazzi, da bambini: non era giusto parlare, ridere, piangere, mettere il muso, portare a casa un brutto voto e noi sempre zitti, sempre a soffocare emozioni sane ed ingenue, le nostre, quelle di noi adulti ancora soffocate nei meandri del nostro passato.
Emozioni soffocate che oggi inspiegabilmente procurano magari attacchi di panico? ansia? stress? depressione? Tante di queste malattie, tanti sintomi per i quali accorriamo dal medico, per i quali non riusciamo a dare una spiegazione razionale del perchè ci paralizzano nella quotidianità, arrivano da là, dal fatto che i nostri genitori, vittime di vittime, non ci hanno permesso di “bruciacchiarci” ma al contrario, ci hanno cresciuti sotto ad una campana apparentemente protettiva.
Le spiegazioni razionali non spiegano, confondono, forzano un atteggiamento mentale che ci indurisce e che indurisce a loro volta i nostri figli: è necessario essere più morbidi in primis con noi stessi e comprendere finalmente che proprio le scottature ci hanno permesso di essere chi siamo, se interpretate in modo costruttivo e sincero.

Allora permettiamo ai nostri bambini di sbagliare, di bruciarsi qua e là, stando a guardare silenziosi con protezione ed amore: succederà solo il meglio per loro futuri adulti e per noi, soddisfatti di aver permesso loro di vivere.

Un abbraccio di Luce

Lucia